La storia che vi raccontiamo comincia a Luciana, una frazione del comune di Fauglia. Mercoledì 28 giugno 1809, un uomo di mezza età rende l’anima a Dio, il suo nome è Giuseppe Agostini.

Dopo la sua morte, la moglie Maria Lucia Barsotti è costretta ad emigrare con i figli nel comune di Rosignano, in cerca di un nuovo podere per la famiglia mezzadrile. Poco dopo essersi trasferiti nella nuova casa, la figlia ventitreenne Maria Agata si sposa, il 14 novembre 1813, con Santi Maffei, un ragazzo ventottenne ma già vedovo, nato a Castell’Anselmo, nel comune di Collesalvetti e proveniente anch’egli da Luciana, come la famiglia della moglie. Tre giorni dopo tocca anche a Lorenzo, l’altro figlio ventisettenne di Giuseppe e Maria Lucia, che si unisce in matrimonio con Maria Alessandra Ricciarelli, una ragazza due anni più giovane di lui. Completano la famiglia Agostini gli altri due figli: Giuliano, il maggiore, sposato con Maria Domenica Salvadorini, e Sabatino, il più giovane di tutti.

Fu proprio Sabatino (1793-1855) a portare avanti la discendenza degli Agostini.

Sposatosi il 2 febbraio 1818 con Maria Anna – figlia di Giovanni Battista Alderighi e Maria Domenica Salvadori – ebbe da lei cinque figli. La prima a nascere fu Maria Rosa, il 19 novembre 1818, morta prematuramente il 27 settembre dell’anno successivo. Poi nacquero due maschi: Angiolo, il 29 agosto 1820 e, dopo di lui, Domenico, il 24 gennaio 1823, che però sopravvisse solo cinque giorni. Anche gli altri due figli nati in seguito, Maria, il 20 novembre 1826, e Giovanni, il 5 gennaio 1829, morirono ancora in fasce. Il 24 marzo 1838, la giovane Maria Anna passò a miglior vita, lasciando vedovo il quarantacinquenne Sabatino che, poco dopo, decise di risposarsi prendendo in moglie Cristina Barabotti, una donna quindici anni più giovane di lui. Nel censimento della popolazione del comune di Rosignano del 1841, la famiglia Agostini risulta composta da Sabatino, Cristina, Angiolo e dal garzone diciassettenne Sabatino Belli. Cristina però è incinta di due gemelle, Felice e Fortunata, che nasceranno il primo dicembre 1841, seguite da altre tre figlie femmine: Teresa, il 14 novembre 1842, Maria Assunta Filomena, il 9 dicembre 1844, e Rosaria, il 2 ottobre 1847. Una famiglia ancora troppo poco numerosa, con pochi maschi, che andava ampliata al più presto per poi cercare un podere più grande da lavorare.

Con la morte prematura di quattro dei cinque figli di Sabatino e Maria Anna, l’unico figlio maschio ad essere arrivato all’età adulta era Angiolo (1820-1896) che, il 5 novembre 1843, sposò una ragazza di un podere non lontano dal suo: si chiamava Angiola ed era figlia di Giovanni Biasci e Pellegrina Pucciani. Il primo figlio non tardò ad arrivare e, il 25 settembre 1844, nacque Pietro, seguito due anni più tardi dalla sorella Maria Alessandra, nata il primo ottobre 1846. Dopo arrivarono Faustino, il 10 aprile 1849, e Giovanni, il 12 agosto 1851. Poi il 20 gennaio 1855 la famiglia fu colpita dal lutto per la morte di Sabatino e così quando, l’8 gennaio 1857, Angiola mise al mondo un altro maschietto gli fu dato il nome del nonno scomparso due anni prima. L’ultimo a nascere fu Alessandro, il 24 aprile 1860, che completò la bella famiglia di Angiolo e Angiola, da tempo ormai residente in un podere della campagna di Vada.

Gli anni passavano e i figli crescevano. I ragazzi aiutavano babbo Angiolo a tirare avanti il podere e, dopo che la famiglia ebbe raggiunto il giusto equilibrio tra il numero delle braccia che lavoravano la terra e quello delle bocche da sfamare, le cose cominciarono ad andare meglio. I giovani ora potevano pensare a mettere su famiglia e il primo a sposarsi fu Pietro che, intorno al 1869, prese in moglie Clorinda, la giovane figlia di Massimino Cappagli e Angiola Micheletti. Nei primi anni ‘70 la famiglia si trasferì nel comune di Castagneto dove Giovanni, il 17 settembre 1874, si unì in matrimonio con Assunta, la ventunenne figlia di Giovacchino Polidori e Margherita Martini, nata a Terricciola il 14 maggio 1852 e abitante a Castagneto. Pochi anni dopo, anche il fratello Faustino, intorno al 1877, prese moglie, sposandosi con la giovane Dusola Beconcini.

Nel 1881, subito dopo la morte di Angiola Biasci, avvenuta il 10 giugno, in casa Agostini, insieme al capoccia Angiolo, abitavano i figli Pietro, Faustino e Giovanni, con le rispettive famiglie, e Alessandro ancora celibe. L’altro figlio, Sabatino, che lavorava come stalliere per i Della Gherardesca abitando in una casa di quella nobile famiglia, si sposerà il 17 settembre 1883 con la diciannovenne Firmina, figlia di Giuseppe Garosi e Carolina Ricciarelli, vicini degli Agostini. Alessandro invece convolerà a nozze il 17 settembre 1884, con la ventiduenne Caterina Cecchini, figlia di Agostino e Zelinda Bianucci, nativa di Populonia, ma abitante a Castagneto. Il loro matrimonio durerà però pochissimo per la sfortunata sorte del giovane, deceduto a soli 26 anni il 13 settembre 1886, avendo avuto appena il tempo di mettere al mondo una bambina: Maria Elide Angiola, il 20 giugno 1885.

Durante il periodo castagnetano gli Agostini abitarono nella zona di Donoratico, nei due poderi “Averardo II” e “Maddalena Gherardi”, nella tenuta Serristori, gudagnandosi la meritata fama di grandi “vignaioli”.

Con la morte del vecchio “capoccia” Angiolo, avvenuta il 13 marzo 1896, la numerosa stirpe contadina patriarcale degli Agostini era destinata a dividersi di lì a breve.

Il maggiore dei fratelli Agostini, Pietro (1844-1924) ebbe sei figli dalla moglie Clorinda Cappagli (1845-1924): Ester, nata nel 1870 e morta a soli due anni; Michele, nato il 12 gennaio 1873; Maria, il 5 febbraio 1876; lo sfortunato Pasquino, nato il 18 aprile 1878 e morto il 14 ottobre dello stesso anno; Giovanni Eliseo, il 19 settembre 1879, e Arturo Umberto, il 13 ottobre 1884. Nel gennaio del 1904, Pietro si trasferì con la moglie e i tre figli maschi nel comune di Campiglia, all’inizio andando ad abitare in uno dei poderi di Montioncello e poi in Chiusagrande. Dopo qualche anno la famiglia Agostini traslocò al podere Fossacalda a Rimigliano, di proprietà della famiglia Della Gherardesca e, successivamente, si spostarono ancora in un podere degli eredi Maruzzi alle Lavoriere. Qui, il 16 giugno 1924, morì l’anziana Clorinda, seguita dopo sole tre settimane dal marito Pietro che, il 4 luglio, consumato dal male e dal dolore per la perdita dell’amata moglie, finì i suoi giorni all’ospedale di Campiglia.

Il figlio maggiore di Pietro, Michele (1873-1950), sposò Rosa Granchi il 17 settembre 1895. Dopo nove mesi esatti nacque Angiolo, il 19 giugno 1896, poi a distanza di poco più di un anno, nacque un altro maschio, Clemente, il 25 novembre 1897. Quando già erano emigrati nel comune di Campiglia, il 24 marzo 1911 alla coppia nacque una coppia di gemelli, Leonetta e Leonetto, ma il maschietto sopravvisse soltanto una settimana. Dopo quattro anni arrivò un altro figlio, Fiorindo, il 30 ottobre 1915. Michele intanto, con la sua famiglia, aveva lasciato il podere dei genitori, dopo aver acquistato una casa in Caldana, lungo l’Aurelia, per intraprendere l’attività di barrocciaio. Il 12 settembre 1925, Rosa, l’amata moglie di Michele, se ne andò a soli 48 anni, lasciandolo vedovo e con due figli ancora molto giovani. Il figlio maggiore, Angiolino (1896-1957), si era sposato da poco più di un anno (il 28 aprile 1923) con Elivia Paladini (1901-1965), detta “Livia”, una ragazza che abitava nel podere della Pulledraia. La famiglia era in rapida espansione e i due appartamenti di Caldana non bastavano più. Michele, che intanto aveva lasciato l’attività di barrocciaio per tornare a fare il contadino, prese a mezzadria un poderino vicino al Bottaccio con una casa lunga e stretta dove, uno dopo l’altro, nacque la numerosa prole di Angiolino. Livia mise al mondo cinque figlie femmine e tre maschi: Nara (1924), Rosina (1926), Alda (1928), Michelina (1931), Maria Pia (1935), Giuliano (1939) e i gemelli Ellenio e Velio (1947). Il 18 dicembre 1920, si sposò anche il secondogenito di Michele, Clemente (1897-1971), con la caldanese Fedela Ballerini, che gli dette due figli: Tilde (1922), detta “Marchina”, e Michele (1925). Durante il ventennio fascista Clemente decise di espatriare preventivamente a Marsiglia per evitare le persecuzioni politiche di cui sarebbe stato vittima. L’ultimo dei fratelli Agostini a sposarsi fu Fiorindo (1915-2002) che, il 20 ottobre 1934, prese in moglie Luigina Toncelli. Fiorindo e Luigina ebbero due figli: Gisberto (1935) e Fiorella (1938).

Giovanni Eliseo (1879-1915), fratello di Michele e secondo figlio maschio di Pietro, aveva sposato Anna Carducci, il 17 settembre 1903, e con lei aveva avuto quattro figli: Primo (1904-1905), un altro bambino di nome Primo, Primetta (1908-1910) e Alfiero. Partito per la guerra, Eliseo morì a casa a soli 36 anni, il 25 novembre 1915, in seguito alle complicazioni di un trauma addominale. Non gli fu riconosciuta la pensione di guerra e la moglie Anna si trovò in grave difficoltà.

A prendersi cura dei nipoti per fortuna ci pensò il fratello Umberto (1884-1965) che, il 28 aprile 1906, aveva preso in moglie Emilia Carducci – sorella di Anna – avendo da lei tre figli: Adelina (1907), Rutilio (1909-1909)e Artemisia (1915). I due figli di Giovanni Eliseo furono cresciuti dallo zio Umberto. Primo (1906-1974), che aveva sposato Evelina Carmignani il 19 ottobre 1929, ebbe tre figli: Giancarlo (1931), Adua (1935-1937) e Renzo (1946). Alfiero (1913-2000), sposato con Annita Spinelli nel 1937, ebbe due figli: Neva (1938) e Piero (1939). Negli anni ‘50 la famiglia si spostò a Riotorto, in località Casalvolpi, come mezzadri del conte Guidi, e poi al podere Campo all’Olmo, dove gli Agostini rimasero dal 1953 al 1970, quando i cugini si divisero. Alfiero e i figli Piero e Neva andarono a vivere alle Lavoriere, mentre Primo e il figlio Giancarlo si trasferirono alle Caldanelle, in un podere di proprietà della famiglia Papini.

Dal matrimonio tra Giovanni (1851-1935) e Assunta Polidori (1852-1901) nacquero sette figli: Alfredo, il 10 maggio 1875; Ferdinando, il 19 dicembre 1876; Rosa, il 6 dicembre 1879; Angiola, il 31 dicembre 1882, morta a tre anni l’8 aprile 1885; Ettore, l’11 dicembre 1884; Angiolina, il 4 aprile 1890, e Sabatino, il 30 dicembre 1893, morto dopo appena due settimane il 15 gennaio. Alla fine dell’Ottocento la famiglia di Giovanni fu il primo ramo degli Agostini a lasciare Donoratico per trasferirsi in Caldana. Nel 1901 abitavano in uno dei poderi della fattoria della Pulledraia. Insieme al capofamiglia Giovanni e alla moglie Assunta, vivevano i figli Alfredo, Ferdinando, Rosa, Ettore e Angiolina. Assunta morì in quello stesso anno, il 16 marzo 1901, a soli 48 anni.

A quella data Ferdinando (1876-1937) era l’unico ad essersi già sposato, con Cesarina Lelli (il 17 settembre 1897). Dal loro matrimonio nacquero sei figli: Assunta (1901), Guglielmo (1904-1918), Agostino e Leonetto. Agostino (1907-1992), coniugato con Lina Cecchini nel 1928, ebbe quattro figli: Aldo (1929), Franca (1931), Alba (1934) e Fernanda (1941), mentre il fratello Leonetto (1910-1988), sposato a Penelope Bugelli nel 1933, generò tre figli: Doris (1934), Carlo Alberto (1936-1937) e Tamara (1940).

Alfredo (1875-1960), fratello di Ferdinando, si unì in matrimonio con Maria Petronilla Ranieri, il 10 agosto 1901, avendo da lei cinque figli: Ezzelina Rosa (1903), Alessandra (1905), Giuseppina Vanda (1908), Alfiero e Alfideo. Alfiero (1910-1987) si sposò prima con Pietrina Billeri, nel 1937, ed ebbe una figlia: Loriana, detta “Loretta” (1939); poi, dopo la morte della prima moglie, si sposò una seconda volta, con Diana Cristiani, nel 1948, avendo da lei un’altra figlia: Rosanna (1949). Anche Alfideo (1913-1996) ebbe due figli da mogli diverse: Valfredo (1938), da Gina Martini, sposata nel 1936, e Donatella (1952), da Liliana Giorgerini, sposata in seconde nozze nel 1951.

L’altro figlio di Giovanni, Ettore (1884-1966), sposò Argentina Cecchetti ed ebbe cinque figli: Rigoletto, Rigoletta (1909), Ilo, Lunetta (1913-1914) e un’altra sfortunata bambina, anche lei di nome Lunetta (1920-1920), morta prematuramente. Rigoletto (1907-1979) si sposò con Gina Mangini ed ebbe un solo figlio: Sergio (1935). Anche suo fratello Ilo (1911-1986), sposato con Laura Raspini, ebbe un unico erede: Fabio (1954). Ettore andò a lavorare nella fattoria di Torre Nuova, trasferendosi poi definitivamente con la sua famiglia nel comune di San Vincenzo.

La coppia composta da Faustino (1849), detto anche Agostino, e Dusolina Beconcini, generò sei figli: Maria Ester Vittoria, il 20 dicembre 1878; Cammillo Pietro Vittorio, il 17 febbraio 1881; Egino Giovanni Roberto, il 29 luglio 1883; Alberto Egidio Enrico, il 22 febbraio 1885; Maria Luisa, il 29 maggio 1887, e Alfredo Luigi, il 22 ottobre 1889. Di Faustino e della sua discendenza purtroppo si perdono le tracce. Sappiamo che era un impiegato delle Ferrovie dello Stato e che per un certo periodo abitò in una delle case cantoniere nella zona di Donoratico.

Suo fratello, Sabatino (1857-1935), stalliere del Conte, che aveva sposato Firmina Garosi il 17 settembre 1883, ebbe otto figli: Silvio, il 29 giugno 1884; Aristide, il 24 gennaio 1886, morto il 26 ottobre dello stesso anno; un altro Aristide, il 6 febbraio 1887; Alessandra, il 5 marzo 1889; Amalia Rosa, il 20 luglio 1890; Alessandro, l’8 settembre 1892; Lorenzo Armando, il 10 agosto 1894, e Carolina, il 22 marzo 1897, morta il 30 marzo. Il 27 marzo 1902 Sabatino rimase vedovo per la morte della moglie Firmina. Nel 1925 la sua famiglia emigrò da Castagneto a Casalappi, in un podere dei Merciai.

Il primogenito Silvio (1884-1953), dopo aver sposato Cesira Marchionni il 17 settembre 1905, ebbe tre figli: Curzio, Firmina (1908) e Vittorio. Curzio (1906-1973) si sposò, il 24 novembre 1934, con Clorinda Selmi, dalla quale ebbe due figli: Giovanna (1936) e Giovanni (1939), mentre suo fratello Vittorio (1910-2009), contrasse matrimonio, il 19 gennaio 1929, con Iole Petrai, che gli dette due figli: Livio (1931-1950) e Albertina (1935). Silvio e Curzio restarono ad abitare al Cafaggio, al podere Le Colombaie, e poi si spostarono insieme a Piombino, dove lavoravano come ortolani al Cotone. Vittorio invece uscì dalla casa paterna con la sua famiglia, spostandosi prima alla Monaca, in un podere della famiglia Pugli, poi nella fattoria Boldrini, dove lavorava come operaio in fattoria, e infine, dopo essere andato in pensione, a Populonia Stazione.

L’altro figlio di Sabatino ad avere discendenza fu Lorenzo Armando (1894-1960), coniugato con Terzilia Francalacci il 10 gennaio 1920. La coppia ebbe cinque figli: Alba (1920), Valdo, Aldo, Doria (1929) e Giuliana (1935-1944). Lorenzo andò ad abitare al Cafaggio, lavorando come operaio. Suo figlio Valdo (1922-1999) poi si sposò con Solange Pallini ed ebbe un solo figlio: Daniele (1952), mentre il fratello Aldo (1923-2012), marito di Solidea Pallini, generò Renzo (1950) e Monica (1956).

Gli altri tre figli maschi di Sabatino (Aristide, Alessandro, detto “Sandrino”, e Marino) tutti senza prole, si trasferirono a San Vincenzo.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 7 (luglio-agosto 2015)

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

Indice delle categorie

Pagina Facebook