di Umberto e Emilia Carducci
coniugata Gori
(1915-2009)

Nonna Artemisia nacque nel giugno del 1915 e se ne andò in quello del 2009, in pratica attraversando per intero il ventesimo secolo, vivendo in pieno tutto il bello e il brutto di questo periodo storico.

Famiglia contadina, donna del suo tempo, lavoro nei campi e dentro casa, un matrimonio troppo breve, vedova di guerra a soli ventotto anni, con un bimbo da crescere.

Della sua breve vita di coppia, ricordava il bacio della buonanotte, tutte le sere, e un amore unico, tanto da non volersi mai “risistemare”. Poi ricordava il passaggio “alla Venturina”, il lavoro alla fabbrica del pesce e alla vecchia “Arrigoni”, sempre con il riferimento alla famiglia Agostini di origine ( i “mia”, come sottolineava con tanto affetto) con la partecipazione a tutti gli eventi della campagna (la “trebbia”, la vendemmia e le varie raccolte).

Poi la vita è andata avanti, il bimbo Sergio è cresciuto, ha sposato, è diventato mio padre, ma nonna Artemisia era sempre lì, con le sue battute, con la sua filosofia di vita, di chi ha visto passare il fronte, bombardare il ponte di Cornia e poi la ricostruzione e la rinascita e lo sviluppo, l’acqua e la luce, il frigorifero e la Tv.

Poi il destino, mai tenero, le ha dato anche il dolore che un genitore non vorrebbe mai provare, quello di seppellire un figlio, l’unico, amatissimo. Nell’ultimo segmento di vita sono arrivati i bisnipoti a dare un ultimo lampo di gioia a una vita davvero piena e comunque meritevole di essere vissuta.

Alessandro Gori

Fonte: F. Peccianti, Le nonne dei Venturinesi, 2017

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