di Pietro e Angiola Gianni
coniugata Panicucci
(1896-1976)

Nonna Assunta Ballerini era la mamma della mia mamma. Quando era già una ragazzina si trasferì con la sua famiglia in Caldana: era la maggiore delle sorelle e la sua mamma, che lavorava tutto il giorno, si lasciava aiutare da lei nella gestione della casa.

Pare fosse un po’ severa: la sera, molto presto, metteva a letto fratelli e sorelle dicendo: “a letto, a letto, disse la farfalla, chi non ha il letto dorme nella stalla!” Loro rispondevano: “non abbiamo sonno, facci stare ancora un po’ con te!” Ma lei incalzava: “il letto è una rosa, chi non dorme comunque si riposa”.

In realtà non vedeva l’ora di restare sola perché le piaceva molto leggere, ma doveva farlo di nascosto, perché il suo babbo non voleva; per lui la lettura non era certo roba da donne! E invece nonna, zitta zitta, a lume di candela, riuscì a leggersi: la Divina Commedia, i Promessi sposi e la Pia de’ Tolomei, ma anche romanzi d’amore.

Nonna era molto spiritosa, aveva sempre la battuta pronta. Quando le chiedevo: “che ore sono?” Lei rispondeva “eh bimba, l’orologio è come la donna, la verità non la dice mai!” Oppure: “che tempo farà oggi?” E lei: “il tempo, per far come gli pare, non ha preso nemmeno moglie!”

Conobbe Ottavio Amedeo Panicucci un giorno che lui entrò nella sua tabaccheria per comprarsi il tabacco per la pipa e, oltre a quello, trovò anche la moglie! Nonna raccontava sempre che vide entrare un bell’uomo alto, baffoni neri e stivali lunghi, molto lucidi, e fu amore a prima vista. Si sposarono e nacquero cinque figli: Maria, Pasquina, le gemelle Giovanna e Corinna e, finalmente, il tanto desiderato maschio Romano.

In cucina era molto brava, spesso la osservavo nell’esecuzione delle ricette e infatti ho imparato molto da lei. Pur avendone passate tante, era una donna sempre serena, mai arrabbiata, sono contenta di aver trascorso tanto tempo con lei, visto che abitavamo vicine. Quando è morta avevo ventitré anni e una figlia di otto che sono contenta abbia conosciuto. La ricordiamo spesso con affetto.

Rossana Agostini

Fonte: F. Peccianti, Le nonne dei Venturinesi, 2017

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