“C’era una volta la Befana”

La creatività di Dido Camerini oltre ad esprimersi nel settore delle costruzioni meccaniche si snodava anche in altre direzioni. Basti pensare alla scultura in ferro della Sacra Famiglia – collocata nel piazzale della nostra chiesa – che aveva realizzato su disegno del figlio Alessandro.

Ma Dido era anche un ottimo pittore. “C’era una volta la befana” è il titolo che aveva dato a questa deliziosa tempera realizzata nel 1990 e che ben si presta a descrivere il periodo natalizio da poco concluso. In quel dipinto c’è una storia che racconta tanti elementi della nostra dimensione affettiva locale.

Le nostre vite sono lì abilmente descritte attraverso tanti ricordi che ci riuniscono. E che prendono il colore e le forme di tanti elementi del passato che restano ancora vivi in tutti noi. Così una vecchia stanza con il camino acceso diventa lo spazio ideale per accoglierci tutti – grandi e piccini – e dove sentir raccontare fiabe e leggende, aspettando la cena e l’arrivo di qualcuno.

La gestualità della nonna serve a richiamare l’attenzione e la curiosità dei bambini che si siedono a bocca aperta pronti a scoprire che cosa accadrà. Tutto si ferma. I bambini smettono di giocare e attendono l’arrivo della Befana. Appesa alla destra del fuoco c’è una calza bianca con un fiocco rosso.

La nonna sospende ogni attività domestica per concentrare ogni energia sul racconto. Ha appoggiato sul pavimento in cotto un gomitolo di lana con i ferri da maglia infilati dentro. Tutto è quasi pronto per mangiare. Le candele accese, il macinino del caffè, il cesto delle noci da portare in tavola.

Resta soltanto l’attesa per l’arrivo della befana mentre la polenta finisce di cuocere nel paiolo dentro il focarile. Per gustarla subito calda. E senz’altro per friggerla una volta freddata. Proprio come accadeva quando i figli di Dido – come racconta Giacomo – la mattina presto trovavano in tavola per colazione la polenta che la loro nonna gli aveva appena fritto.

Perché è proprio quando passa il tempo che la memoria ritrova il gusto più autentico del passato. Un pensiero affettuoso a Dido e un ringraziamento a Giacomo ed Alessandro Camerini per le preziose testimonianze fornite.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 10 (gennaio-febbraio 2016)

Alberto Benedetti

Alberto Benedetti

Alberto Benedetti è nato a Campiglia Marittima nel 1975. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza. Lavora a Venturina nel ristorante di famiglia. La sua passione per la musica lo ha portato a sviluppare interesse verso altri codici della comunicazione come la scrittura e la fotografia.

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