Il capodanno in Toscana

Quando l’anno iniziava il 25 marzo

Nel medioevo e nell’età moderna il capodanno, in molte zone d’Italia e d’Europa, non coincideva con il primo gennaio. Lo “stile” più utilizzato in Toscana era quello dell’Incarnazione che segnava il passaggio da un anno all’altro il 25 marzo, ovvero il giorno in cui Gesù Cristo sarebbe stato concepito, cioè nove mesi esatti prima del Natale.

Nonostante sia a Firenze che a Pisa fosse utilizzato lo stile dell’Incarnazione, quello in uso a Pisa differiva dallo stile fiorentino perché faceva iniziare l’anno con nove mesi e sette giorni d’anticipo rispetto al calendario attuale, mentre a Firenze il capodanno era posticipato di due mesi e venticinque giorni. Le altre città della Toscana, nelle varie epoche, utilizzarono l’una o l’altra variante dello stile dell’Incarnazione, spesso proprio per l’influenza politica esercitata da Pisa e Firenze.

La Chiesa cercò in più occasioni di reintrodurre l’uso romano, che faceva iniziare l’anno il primo gennaio, ribattezzandolo con il nome cristiano di stile della Circoncisione, presumendo che quella fosse la data della circoncisione di Gesù (secondo la legge ebraica, l’ottavo giorno dalla nascita e quindi dal 25 dicembre). Già nel Trecento però, anche tra gli ecclesiastici, ci fu chi, come il predicatore pisano Giordano da Rivalto, definì “pagano” il tentativo di spostare il capodanno al primo gennaio.

In Toscana si dovette attendere fino al 20 novembre 1749 per vedere emanata una legge che fissasse definitivamente il principio dell’anno al primo di gennaio dell’anno successivo. Lorenzo Cantini, commentava così il provvedimento del granduca Francesco Stefano di Lorena:

L’anno in Toscana nei tempi andati in diversi luoghi aveva un diverso principio. I Fiorentini, i Pisani, i Sanesi, e più anticamente ancora i Pistoiesi cominciavano l’anno civile in diverso tempo. Questa differenza era cagione di equivoci nel fissare le epoche, e qualche volta aveva dato luogo a delle questioni forensi; oltre di che era ancora una mostruosità il vedere una Nazione regolata da un solo Governo, esser discorde nel segnare l’epoche civili, che tanto supporto hanno col buon ordine politico. L’imperator Granduca Francesco che amava di toglier tutti gl’inconvenienti, provvidde ancora a questo, ordinando con la presente legge, che l’anno civile in tutto il Granducato di Toscana avesse il suo principio nel giorno primo di gennaio“.

Nel testo della legge modernizzatrice, il granduca esprimeva così le ragioni principali che avevano portato al necessario cambiamento: “Essendo noi informati che nel nostro Granducato di Toscana sono vari gli stili di computare gli anni, e l’ore del giorno, e che ciò produce una difficoltà non meno dentro lo stato, che fuori per fissar chiaramente il principio degli avvenimenti umani, e degli atti civili. Comandiamo che in tutti i nostri Stati il primo dì del prossimo futuro messe di gennaro sia il principio dell’anno 1750 dopo la Natività del nostro Signore Gesù Cristo, secondo il computo, conosciuto comunemente sotto il nome d’Era Cristiana volgare… Ed essendo necessario per chiudere sempre più ogni via allo sbaglio, che nell’età future costi chiaramente del tempo di questa variazione, e come sia seguita, dovrà in Firenze, Siena, Pisa, e Livorno, esporsi in luogo proprio, e comodo alla pubblica vista un’iscrizione incisa in marmo bianco, che contenga espressamente quest’istessa memoria…

La targa in questione è ancora oggi visibile nella parete ovest della Loggia dei Lanzi, in Piazza della Signoria; a Siena, in Piazza del Campo e, a Pisa, sotto la loggia dell’orologio del Comune. L’iscrizione latina fu dettata dall’erudito Giovanni Lami. Oltre al capodanno, si regolamentava anche l’orologio, introducendo il sistema attuale: “E perché i motivi, che ci sono stati ragione per rendere uniforme lo stile di contare gli anni, lo sono ancora per render comune la maniera di contar l’ore, che misurano il giorno, comandiamo parimente, che nell’istesso sì primo di Gennaio, principio dell’anno 1750, si contino le ventiquattro ore che compongono il giorno astronomico, di dodici in dodici, cioè dalla mezza notte al mezzo giorno, e dal mezzo giorno alla mezza notte susseguente…

Dopo essere caduta nell’oblio, la data del 25 marzo, è stata recentemente riscoperta in Toscana. A Firenze, in quel giorno, si rievoca il Capodanno fiorentino. Dal 2000 il Comune di Firenze ha infatti inserito tale data nelle celebrazioni ufficiali e, oltre alle feste religiose, si tengono altre manifestazioni, mostre e concerti in tutta la città. Anche a Pisa si celebra il Capodanno pisano, con cortei storici in costume, mostre, eventi e spettacoli che culminano, la notte prima del “Capodanno”, con il classico spettacolo dei fuochi d’artificio, sparati dalle imbarcazioni sull’Arno.

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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