Campiglia Marittima

Cenni storici

Il comune si estende per 83,13 kmq sulle estreme propaggini delle Colline Metallifere e su una striscia di pianura litoranea. Designata da Pisa nel Duecento capoluogo di un vasto capitanato, fu a lungo il centro principale dell’alta Maremma. L’estensione attuale del comune risale al 1949, quando fu staccata la frazione di San Vincenzo, costituita in comune autonomo.

Terra degli etruschi, che ne sfruttarono per primi le risorse minerarie, Campiglia viene ricordata, nel 1004, nel documento con il quale il conte Gherardo II, della famiglia più tardi detta della Gherardesca, fondò e dotò di beni il monastero benedettino maschile di Santa Maria di Serena in Val di Merse. Nel secolo successivo, sebbene la grande stirpe comitale continuasse ad esercitarvi, insieme con diversi altri enti religiosi, la propria signoria, questa autorità venne limitata dalla nascita di istituzioni comunali locali e ancor più dalla presenza del comune di Pisa, nel contado del quale Campiglia si trovò inserita già dal 1168. Annessa nel 1406 allo stato fiorentino, vide confermato il suo ruolo d’importante caposaldo amministrativo e militare. Come tale visse vari episodi bellici, tra i quali il più noto è forse la valorosa resistenza ad Alfonso di Napoli (1447-48). Gravemente decaduta in età moderna, quando la frequenza delle epidemie e la recrudescenza della malaria condussero a un complessivo deterioramento delle condizioni ambientali, Campiglia tornò ad essere nell’Ottocento il centro più importante di un lungo tratto del litorale toscano.

Fonte: Regione Toscana, La Toscana e i suoi comuni. Storia, territorio, popolazione, stemmi e gonfaloni delle libere comunità toscane, 1980

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