San Giuliano Terme

Cenni storici

Situato tra l’Arno e il Serchio, il territorio comunale si estende per 92,22 kmq, ai piedi e sulle pendici sud- occidentali del Monte Pisano arrivando fino al mare. Già Bagni di San Giuliano, è divenuto comunità autonoma nel 1776 grazie all’aggregazione di 31 comunelli della podesteria di Ripafratta e ha cambiato il proprio nome nel 1935.

Abitata forse fin dall’epoca romana per le cave di marmo e di pietra, utilizzate più tardi per la costruzione degli edifici pisani, e in un secondo tempo per le acque termali, menzionate anche da Plinio, nel Medioevo San Giuliano era un villaggio cresciuto intorno a una chiesa posta nella diocesi lucchese e ricordata a partire dal 772. Nel XII secolo, fortificata con mura e torrioni, faceva parte del contado pisano. Di notevole importanza come passaggio obbligato sulla strada per Lucca, fu teatro di ripetuti scontri armati fra la repubblica interna e Pisa: le due città se ne contesero il possesso fino alla pace di Montopoli, che ne sancì la restituzione ai pisani, dopo l’abbattimento della torre eseguito nel 1397. L’importanza delle terme, che la tradizione vuole edificate per iniziativa di Matilde di Canossa, è attestata da un documento del comune di Pisa del 1161, riguardante l’obbligo del podestà di curare i Bagni di Monte Pisano. Restaurate a più riprese, ampliate e circondate di mura nel XIV secolo, furono distrutte nel 1406 dai fiorentini; ripristinate nel 1597 dal granduca Ferdinando I e nuovamente riattate nel 1684, furono vendute da Cosimo III alla Pia Casa della Misericordia di Pisa, che vi costruì un edificio con alloggi. Durante la decadenza del granducato vennero dimenticate, ma furono risollevate nel 1742 dall’imperatore Francesco I, salito sul trono di Toscana. Roccaforte del partito repubblicano, San Giuliano oppose una forte resistenza alla penetrazione del fascismo. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante il Monte Pisano offrisse scarse possibilità alla guerriglia, fu un importante centro di attività partigiana, intensificatasi nel 1944 e culminata in un violento scontro armato con il comando militare tedesco di stanza in Agnano, a cui fecero seguito varie rappresaglie. È dai suoi monti che il 2 settembre 1944 scesero le formazioni partigiane che per prime entrarono in Pisa evacuata dai tedeschi.

Nel passato l’economia di San Giuliano era prevalentemente agricola, fatta eccezione per l’attività delle cave di pietra e dei bagni termali. In pianura dominavano le colture cerealicole, e i prati, in collina le viti, gli olivi e i castagni. Negli ultimi decenni, invece, l’agricoltura si presenta in sensibile difficoltà, pur fornendo ancor oggi pomodori, frutta, olive, verdure e foraggi. Le attività manifatturiere, sviluppatesi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, appaiono assai differenziate: alle industrie alimentari (imbottigliamento di acque minerali, produzione di pasta e pane, salumi, formaggio, surgelati) e dell’abbigliamento (confezione di maglie, calze, guanti) si affiancano infatti la lavorazione di materie plastiche e la produzione di materiali per l’edilizia, che in parte alimentano il vasto settore locale delle costruzioni. Il terziario, che nell’ultimo ventennio è divenuto il primo settore per numero di addetti, è legato all’attività termale, al commercio e al turismo estivo.

La popolazione del territorio comunale raggiunge le 28.188 unità nel 1991, con una densità pari a 306 abitanti per kmq. Nel passato San Giuliano contava 2.789 abitanti nel 1551, 5.966 nel 1745, 13.099 nel 1830, 19.560 nel 1881, 21.846 nel 1936, 23.566 nel 1951, 22.179 nel 1961, 24.643 nel 1971 e 26.687 nel 1981.

Fonte: Regione Toscana, La Toscana e i suoi comuni. Storia, territorio, popolazione, stemmi e gonfaloni delle libere comunità toscane, 1980

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