San Vincenzo

Cenni storici

Situato sul litorale maremmano, il territorio comunale si estende per 33,13 kmq, a nord del promontorio di Piombino, su un terreno pianeggiante lungo la costa e collinare verso est. Si costituì in comune autonomo nel 1949, staccandosi da quello di Campiglia Marittima.

Le notizie di un qualche rilievo storico relative al passato di San Vincenzo trovano una rappresentazione stilizzata nel suo stemma. Dal XII secolo i pisani vi avevano innalzato una di quelle torri costiere normalmente utilizzate per vigilare sui pericoli che potevano giungere dal mare. Su questa parte di territorio, antico dominio dei conti di Biserno, Pisa esercitava infatti la piena giurisdizione politica, che passò a Firenze nel 1406, in seguito all’assoggettamento dello stato pisano. E quando Pisa, tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, riconquistò un’effimera indipendenza, proprio nei pressi di San Vincenzo avvenne, il 17 agosto 1505, la battaglia campale tra l’esercito fiorentino al comando di Ercole Bentivoglio e le truppe di Bartolomeo d’Alviano che muoveva in aiuto dei pisani: la sconfitta di quest’ultimo significò per la città marinara l’imminente fine.

In passato l’economia del territorio comunale era caratterizzata da una separazione abbastanza netta tra la sezione collinare, nella quale predominavano fitte boscaglie ricche di selvaggina e utilizzate per il pascolo dei suini, e la pianura litoranea, idraulicamente dissestata e malsana, dominata dal sistema cerealicolo – pastorale comune all’intera area maremmana. Il risanamento costiero e l’appoderamento della prima metà dell’Ottocento determinarono lo sviluppo di un’agricoltura di tipo mezzadrile, con la comparsa, accanto al frumento, al mais e ai legumi, delle colture arboree. Oggi le attività legate alla terra assorbono una percentuale minima della manodopera, ma mostrano una certa specializzazione in direzione dei prodotti ortofrutticoli, mentre non ha quasi più peso l’allevamento. Le fonti principali di reddito del comune sono costituite dall’industria (stabilimenti di Piombino e, sul territorio comunale, cave della Solvay presso la frazione di San Carlo) e soprattutto dal turismo balneare, che costituisce l’ossatura di un settore terziario in grado di assorbire più dei sei decimi della popolazione attiva.

La popolazione del territorio comunale raggiunge le 7.175 unità nel 1991, con una densità di 217 abitanti per kmq. Nel passato il comune contava 759 abitanti nel 183 O, 2.341 nel 1881, 4.179 nel 1936, 5.089 nel 1951, 5.673 nel 1961, 7.182 nel 1971 e 7.558 nel 1981.

Fonte: Regione Toscana, La Toscana e i suoi comuni. Storia, territorio, popolazione, stemmi e gonfaloni delle libere comunità toscane, 1980

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