Il conte marchigiano Giuseppe Marsili

Medico a Campiglia tra Ottocento e Novecento

Il mio amico Stefano Parlanti mi ha segnalato un “santino” − fatto stampare presumibilmente dai familiari del conte dottor Giuseppe Marsili, in occasione della morte del loro congiunto, avvenuta a Campiglia il 23 giugno 1907 − posseduto da un collezionista di Cecina.

La cosa ci ha subito incuriositi perché non avevamo mai sentito parlare di questo nobile marchigiano vissuto a Campiglia.

Abbiamo fatto una breve ricerca in rete per cercare di scoprire qualcosa di più su Giuseppe Marsili.

La ricerca ha confermato le sue origini. La famiglia Marsili infatti risulta essere originaria di Mercatello sul Metauro, paese delle Marche in provincia di Pesaro e Urbino.

Nel 1755, un altro conte Giuseppe Marsili, antenato del dottore campigliese, aveva finanziato la costruzione del piccolo santuario di Santa Veronica, realizzato nella casa natale di Orsolina Giuliani, mistica di Mercatello vissuta nel Seicento.

Il nostro Giuseppe era figlio del conte Giovanni Marsili e della “nobil donzella” Margarita contessa Leonardi di Urbania, che si unirono in matrimonio nel 1852.

Nel 1849, Giuseppe Garibaldi, in fuga da Roma, giunto a Mercatello, rivolgendosi al conte Giovanni Marsili che era andato ad incontrarlo per portargli il saluto del comune, aveva pronunciato una delle sue celebri frasi: «fra dieci anni, fra dieci anni ci rivedremo, l’Italia sarà!»

Parole profetiche. L’Italia fu e, un anno dopo l’avvenuta unificazione, la contessa Margarita mise al mondo il nostro Giuseppe, il 10 settembre 1862.

Sappiamo che negli anni Novanta dell’Ottocento era medico chirurgo condotto a Campiglia e che, insieme al suo amico e collega dell’ambulatorio medico-chirurgico di Campiglia, il dott. Luigi Innocenti, fu molto attivo all’interno della comunità scientifica dell’epoca. I due infatti scrissero diversi articoli, tra i quali alcune Osservazioni sulla epidemiologia e cura della malaria e sulla febbre ittero-ematurica da chinino e un Contributo alla casistica della pleurite pulsante, pubblicati su importanti riviste mediche.

Il 2 giugno 1900, Giuseppe Marsili sposò Dina Fusi, figlia di Antonio ed Emilia Puccini, una ragazza domiciliata a Campiglia ma originaria di Massa Marittima.

Il 15 novembre 1903, nacque Margherita, unica figlia della coppia della quale abbiamo trovato notizia, la quale nel 1938 sposò il maestro elementare Ideale Fabiani, che fu podestà di Campiglia durante il ventennio fascista.

Del genero del conte Marsili ci ha lasciato un breve ritratto Alberto Mannelli il quale, in un suo libro di ricordi, dice: «Fabiani era un insegnante molto bravo, almeno dal mio punto di vista. Sapeva come far studiare i ragazzi. Era rigido quanto bastava, ma non un centimetro di più, non infliggeva punizioni troppo severe e quindi controproducenti. Quando qualcuno lo faceva inquietare, lui lo chiamava vicino alla cattedra, gli diceva: “Guarda il Duce” (il cui ritratto si trovava sopra alla porta della classe), faceva aprire la porta ad un altro alunno e con un calcio nemmeno troppo forte mandava il disturbatore fuori dall’uscio, dove restava finché il Fabiani inviava uno di noi a chiamarlo».

Il “santino” in memoria del conte Marsili riporta in basso a sinistra la dicitura «C. Mancini edit. – Campiglia M.», facendo intuire la presenza di un editore a Campiglia agli inizi del Novecento, del quale ignoravamo l’esistenza. L’unico Mancini campigliese vissuto in quel periodo del quale abbiamo trovato notizia è Cesare Mancini, morto a Campiglia il 6 agosto 1914 all’età di 51 anni.

L’editore del “santino”, stampato quasi certamente nel 1907, potrebbe quindi essere proprio lui.

Se qualcuno dei nostri lettori disponesse di notizie storiche più dettagliate sul dottor Giuseppe Marsili o fosse in grado di svelare l’identità del misterioso editore campigliese, ce lo faccia sapere.

Fonte: rivista “Venturina Terme”

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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