Un bollo tra i resti di ceramica romana ritrovati alla Pulledraia

La “sigillata” era un tipo di ceramica fine da mensa, il classico “servito buono” da tavola usato nell’antica Roma. Le sue caratteristiche principali erano la vernice rossa e le decorazioni a rilievo.

Il termine “sigillata” deriva dal fatto che su alcuni pezzi i produttori imprimevano un bollo o sigillo con il loro nome. Prima della ceramica sigillata, sulle tavole romane andavano di moda i serviti in vernice nera, nati come imitazione delle più preziose ed artistiche ceramiche greche dell’Attica, famose in tutto il bacino del Mediterraneo.

Dalla metà del I secolo a.C. le ceramiche a vernice nera sparirono gradualmente, lasciando il posto alla sigillata, la cui produzione, originaria del Medio Oriente, si diffuse velocemente in Italia, soprattutto ad Arezzo; per questo motivo la sigillata italica è conosciuta anche con il nome di ceramica “aretina”.

Sul fondo di uno dei frammenti di ceramica sigillata ritrovati sul sito dove sorgeva l’abitato romano di Caldana, è impresso un sigillo con all’interno la sigla “CRESTI” che ci svela il nome del produttore di quella piccola coppa da tavola, permettendoci inoltre di datarla all’epoca in cui visse Gesù Cristo.

Si tratta di Crestus, un ex schiavo appartenuto ad un noto fabbricante di ceramica aretina, Ateius, che ad un certo punto gli donò la libertà, permettendogli di impiantare una propria manifattura in area pisana, che rimase attiva all’incirca dal 10 a.C. al 30 d.C.

Oltre ai resti di ceramica sigillata, in Caldana sono venuti alla luce diversi altri reperti: vasellami da cucina in vernice nera, anforacei, vetri, tegole e mattoni.

Tutti questi materiali, sparsi su un’area piuttosto vasta, testimoniano indiscutibilmente la presenza di un insediamento romano di una certa importanza nella zona di Caldana e, in particolare, in località Pulledraia.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 12 (maggio-giugno 2016)

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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