La fonte. Storia dell’acquedotto di Capattoli

Il 14 settembre 1868, l’ingegnere comunale Francesco Fedi (1823-1889) terminò una relazione intitolata Progetto per una nuova fonte di acqua potabile per uso del popolo di Campiglia Marittima.

In questo documento, veniva illustrata agli amministratori comunali la soluzione proposta per risolvere un problema che affliggeva la comunità di Campiglia da secoli: la scarsità di acqua corrente all’interno del paese.

Il progetto iniziava con un breve excursus nel quale si ricordava che il Consiglio comunale di Campiglia, «per comodo della popolazione», poco tempo prima, aveva deliberato che fossero svolte delle indagini «per conoscere se le acque che potevano trovarsi nella campagna circostante al paese avessero i voluti requisiti per costruire una pubblica fonte, la quale supplisse ai sempre ognor crescenti bisogni della popolazione».

La motivazione era semplice: «le vecchie fonti, nei mesi estivi, divenivano insufficienti, diminuendo alcune, e particolarmente le più prossime al paese, fino a seccare».

Le indagini avevano stabilito che soltanto le «acque sorgenti nel fosso detto di Capattoli», essendo «quelle che in maggiore abbondanza trovansi nei dintorni di Campiglia Marittima», si prestavano ad alimentare una nuova fonte. E siccome questa fonte andava costruita il più vicino possibile all’abitato, bisognava che l’acqua della sorgente fosse portata in qualche modo ad un’altezza tale da permettere di essere convogliata per caduta in un luogo che non fosse troppo distante dalle mura del paese… (continua)

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Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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