La prima parte dell’edificio, «una casa da lavoro con i suoi annessi», fu fatta costruire dal campigliese Iacopo Ricci (1756-1834) nel 1831, usufruendo degli incentivi statali per chi edificava lungo la via Emilia.

Successivamente furono realizzati due ampliamenti, nel 1832 e nel 1834.

Il figlio di Iacopo, Antonio (1801-1857), dopo il 1836, aggiunse uno «stallone», cioè una grande rimessa per mezzi e cavalli e il complesso divenne una locanda.

Sotto c’erano anche delle stanze a uso di bottega e davanti un ampio piazzale con pozzo in pietra e abbeveratoi.

L’edificio, che i Caldanesi nel dopoguerra chiamavano “la casaccia” per le condizioni non buone in cui versava, oggi non esiste più.

Fu abbattuto nel 1976, per fare spazio ad una serie di nuove palazzine.

I due tondi in terracotta con le teste di cavallo, che si trovavano sopra alle stalle della locanda, sono fortunatamente sopravvissuti ed oggi si trovano nella vicina villa Berrighi.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 20 (settembre-ottobre 2017)

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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