La scomparsa del conte Giuseppe Alliata Campiglia

Immortalato nel marmo insieme al figlioletto Ruffo

Nel patrimonio della famiglia Alliata di Pisa erano confluite anche le proprietà di un’altra celebre e facoltosa famiglia pisana estintasi, i Campiglia o Campigli, originari di Campiglia Marittima, possessori della tenuta di Biserno.

Uno dei personaggi più noti della famiglia Campiglia fu Cammillo, vissuto nel XVII secolo, promotore dell’Accademia dei Disuniti, fondata a Pisa nel 1623. Oltre ad essere un importante funzionario mediceo, Cammillo Campiglia si distinse per la sua sensibilità per le arti e le lettere: fu autore di opere originali, come quella scritta per il Carnevale del 1632, e mise sempre a disposizione la sua casa agli artisti dell’epoca.

«Era bello, biondo, ed aveva solo tre anni! Unico maschio di tre orfanelli, era della genitrice dolce conforto, che in lui ravvisava la cara e buona immagine paterna.

Ora non è più. Un morbo ribelle a tutte le cure dell’arte lo ha precipitato nel sepolcro, senza che egli abbia potuto minimamente gustare le gioie della vita. Povera madre! Non aveva ella ancora deposte le brune vesti vedovili, che adesso nuovo lutto subentra all’antico. Tra pochi giorni compiesi il secondo anniversario della morte del conte Giuseppe Alliata-Campiglia; e il dolore della perdita dell’amato sposo si mesce al dolore di quella del figlio, su cui l’infelice donna aveva riposte le più care speranze. E queste svanirono in un baleno. Alle cinque pomeridiane d’ieri, nel luogo detto Forte dei Marmi, ove la famiglia si era recata per respirare le pure aure marittime, il povero bambino abbandonava per sempre la sua mamma e le sue sorelline. Portava egli il nome di Ruffo, che pure altri della famiglia Alliata onoratamente portarono; e forse in lui s’estingue quella nobile stirpe.

Il fato inesorabile quando persegue una famiglia non si accontenta di una sola vittima; ma è simile all’uragano che atterra impetuoso non un ramoscello soltanto, ma la pianta intera. Così è avvenuto della famiglia Alliata in breve volger di tempo.

In certi casi della vita si nascondono misteri imperscrutabili, nei quali la mente si confonde e ne rimane atterrita. Alla sventura della contessa Beatrice Alliata non si addicono vane parole di conforto: non resta dunque altro che inchinarsi dinanzi al suo tremendo dolore, e mescere le nostre alle lacrime sue».

In questo articolo pubblicato su La Provincia di Pisa il 18 settembre 1876, si descrive la tragica vicenda umana che sconvolse la ricca e potente famiglia dei conti di Biserno.

Il conte Giuseppe Alliata-Campiglia era morto a soli trent’anni, il 7 ottobre 1874, vinto da una malattia incurabile, lasciando tra i suoi figli un unico erede maschio, il piccolo Ruffo, colui che in futuro avrebbe dovuto prendere in mano le redini della famiglia portandone avanti il nome.

Così non fu, perché due anni dopo, anche il bambino morì.

La madre del piccolo, la contessa Beatrice, volle che la memoria del suo angioletto fosse eternata nel marmo.

Commissionò all’artista senese Tito Sarrocchi (1824-1900) un duplice monumento funebre per il figlio e per il marito, terminato nel 1878, che si trova ancora nel cimitero suburbano di Pisa.

La scena è straziante e commovente: il padre si solleva dal letto mortuario per accogliere il bambino, che si slancia con tenerezza, accarezzandogli lievemente il volto prima di abbracciarlo.

La famiglia Alliata-Campiglia si estinse nella prima metà del Novecento e i suoi titoli passarono ai Della Gherardesca, con il matrimonio tra Olimpia e il conte Gherardo della Gherardesca, e ai duchi Percy di Northumberland, con il matrimonio della sorella Beatrice.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 18 (maggio-giugno 2017)

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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