La scandalosa Violante

Concubina nella Campiglia del Seicento

Non è una storia romantica, né tantomeno una fiaba a lieto fine, quella che sto per raccontarvi, ma una vicenda triste, segnata dalla miseria e dall’ignoranza.

Siamo agli inizi del Seicento e Campiglia è un paese della Maremma che non arriva a settecento anime. Sono soprattutto poveri disperati che cercano di sbarcare il lunario arrangiandosi come possono. In un clima di generale degrado, tra continue fatiche e sofferenze, mentre mogli e figlie sono sottomesse e segregate, gli uomini cercano di godere dei pochi piaceri che la vita offre loro: il vino, il gioco d’azzardo e le donne.

Anche i preti non sono immuni dalle tentazioni dei sensi e molti di loro conducono una vita mondana. Da mezzo secolo però la Chiesa è cambiata, almeno sulla carta, e certi atteggiamenti da parte del clero non sono più tollerati. Se fino alla metà del Cinquecento i sacerdoti potevano avere liberamente rapporti con il gentil sesso, senza timore di essere sanzionati, dopo il Concilio di Trento i vescovi avevano cominciato a controllare la moralità dei loro pastori, ma soprattutto quella del “gregge”.

I tribunali diocesani si erano trasformati in tante piccole “inquisizioni” formate da ecclesiastici pronti a spiare dal buco della serratura le camere da letto dei fedeli, per giudicare e punire i peccatori.

Tra i peccati considerati più gravi c’erano quelli che minavano alle fondamenta il sacramento del matrimonio: l’adulterio e il concubinato… (continua)

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Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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