L’albero di Cecchino

Perché il grande olmo centenario di Campiglia si chiamava così

Quindici anni fa, la classe 2aA dell’Istituto Tecnico Commerciale Einaudi di Piombino, fece una ricerca in paese per cercare di scoprire come mai il grande olmo centenario, diventato uno dei simboli di Campiglia, si chiamasse “Albero di Cecchino”. 

I ragazzi intervistarono i più anziani del paese per farsi raccontare la verità, ma la risposta non fu una sola. Circolavano infatti tre ipotesi leggendarie sull’origine di quel nome. 

La prima raccontava che un tizio di nome Cecchino, disperato non si sa perché, avesse tentato di togliersi la vita impiccandosi ad un ramo di quell’albero. Fortunatamente per lui però il ramo si spezzò, salvandogli la vita.  

Nella seconda storiella, Cecchino incontrava di nascosto la sua amante accanto all’albero e, quando la moglie gelosa andava a cercarlo, lui si nascondeva proprio dentro al grande buco che si trovava nel tronco dell’albero.  

La terza invece vuole che un Cecchino pastore si riposasse all’ombra del nostro albero, mentre il suo gregge pascolava nei paraggi. Questa, delle tre, ci sembra la più probabile delle ipotesi anche se, quasi certamente, la verità non la conosce nessuno, dato che il vero Cecchino potrebbe essere vissuto oltre duecento anni fa. 

Oggi l’albero non c’è più, al suo posto ne è stato piantato un altro. Al giovane erede auguriamo lunga vita. A lui toccherà ora il compito di portare per altri duecento anni il nome di Cecchino, chiunque egli fosse.

Fonte: rivista “Venturina Terme”, n. 21

Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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