Lunari e almanacchi

Istruzioni pratiche per i contadini toscani

Uno degli intenti principali che aveva animato il fondatore dell’Accademia dei Georgofili, il canonico Montelatici, era stato quello di promuovere la conoscenza delle tecniche e delle pratiche agronomiche, indirizzandosi non solo ai proprietari, ma cercando di diffondere l’istruzione agraria anche fra i coltivatori.

Seguito in questo da alcuni dei più attivi tra i georgofili, quali Giovanni Lapi, Marco Lastri, Ferdinando Paoletti, Saverio Manetti, egli cercò di dar vita ad una letteratura agronomica capace di istruire se non direttamente i contadini, perlomeno alcuni intermediari, individuati di volta in volta nei parroci, nei fattori o nei proprietari.

Con questo intento divulgativo, nasceva così, ad opera del Lastri il Lunario per i contadini della Toscana per l’anno 1774 ovvero istruzioni d’agricoltura pratica. Dove si troveranno i lavori che si devon fare in campagna in ciaschedun giorno dell’anno, colla giunta di altre notizie molto interessanti, la maniera di tenere i terreni tanto boschivi che prativi a coltura e il miglior modo di cavar frutto dai bestiami e altre cose riguardanti le faccende della villa (Firenze, 1774).

Pubblicato con cadenza annuale, il periodico uscì fino al 1785 a cura del Lastri e, dopo un anno di interruzione, fu ripreso nel 1787 da Jacopo Ambrogio Tartini, che curò, fino al 1789, la pubblicazione degli ultimi tre numeri.

L’opera si presentava in parte sotto la forma del lunario, riportando indicazioni astronomiche e meteorologiche, i giorni delle fiere e dei mercati, il calendario dei lavori agricoli, ma aggiungendovi articoli a carattere agronomico, rassegne dei libri di agricoltura più significativi, stampati nell’anno precedente, indirizzi utili per l’acquisto di semi e piante.

Opera quindi indirizzata non tanto ai contadini, ai quali era tradizionalmente diretto il lunario vero e proprio, ma ad un pubblico di un certo livello: fattori, o piccoli proprietari. Il Lastri ristampò poi in una nuova veste i suoi Lunari, raccogliendoli in cinque volumi e cercando di dare particolare rilievo agili articoli che trattavano delle innovazioni agrarie.

Particolarmente interessante risulta poi il «Discorso Preliminare», dove, dopo aver spiegato la struttura dell’opera, il Lastri tracciava un chiaro invito all’utilizzo delle nuove scienze e in particolare della chimica nell’agricoltura (Corso di agricoltura pratica, ossia ristampa de’ Lunari pei contadini della Toscana, Firenze, 1787-1790, vol. I, pp. 5 e sgg.)

Fonte: A.M PULT QUAGLIA, L’agricoltura, in “Storia della Civiltà toscana”, IV, 1999, p. 405.

Leggi il “Lunario per i contadini della Toscana per l’anno bisestile 1788”

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