Rivoluzione

Campiglia durante l’occupazione francese del 1799

Il 21 gennaio 1793, a Parigi, il governo rivoluzionario ghigliottinò il re di Francia, Luigi XVI.

I governi dei principali stati europei, preoccupati che la rivolta potesse uscire dai confini francesi e diffondersi in tutto il continente, si allearono contro la Francia. Inglesi, Austriaci, Russi, Prussiani, Spagnoli, Napoletani, Piemontesi e altri misero in piedi una potentissima macchina bellica, che però fu contrastata e in gran parte sconfitta grazie all’entusiasmo dei rivoluzionari e all’abilità del giovane generale francese Napoleone Bonaparte. Questa guerra senza confini fu combattuta anche in Italia dove, in seguito alle vittorie dei transalpini, nacquero una serie di repubbliche “sorelle” che si ispiravano a quella francese. In breve, i Francesi conquistarono la Lombardia, l’Emilia, il Veneto, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.

Il Granducato di Toscana, in un primo momento, fu risparmiato, perché il suo sovrano – Ferdinando III d’Asburgo Lorena – in tutta questa confusione, era rimasto fuori dalla mischia. Questa sua neutralità gli aveva evitato una disfatta sicura, dato che l’esercito toscano era praticamente inesistente, essendo stato smantellato quasi del tutto dal pacifico e illuminato predecessore Pietro Leopoldo. Nonostante l’amicizia dimostrata ai Francesi, Ferdinando era pur sempre il fratello dell’imperatore d’Austria Francesco II, ovvero uno dei più acerrimi nemici della Francia repubblicana, e questo bastava a rendere il granduca sospetto di doppiogiochismo.

E poi c’era Livorno, con il suo porto trafficatissimo, che faceva concorrenza a quello di Marsiglia e che, oltretutto, era molto frequentato dalla marina mercantile e militare degli odiati Inglesi. I Francesi ci avrebbero messo le mani sopra molto volentieri ma, per far guerra ad uno stato amico, ci voleva un motivo valido. Il pretesto fu trovato dicendo che in quella città si offendeva la bandiera della Repubblica e si danneggiavano i beni dei commercianti francesi, sotto gli occhi compiaciuti degli Inglesi che la facevano da padroni. Così, il 27 giugno 1796, Napoleone fece occupare Livorno dalle sue truppe.

Gli Inglesi non stettero con le mani in mano, bloccarono immediatamente con la loro flotta l’accesso al porto e, poco dopo, occuparono Portoferraio, l’isola di Capraia, e poi Campiglia e Castiglione della Pescaia… (continua)

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Gianluca Camerini

Gianluca Camerini

Nato a Campiglia Marittima nel 1973, si è laureato con lode in Storia Moderna all'Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato soprattutto di archivistica ecclesiastica, genealogia e onomastica familiare. Dal 2014 è direttore editoriale della rivista di storia locale "Venturina Terme". È l'ideatore e il curatore di questo portale.

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