La moneta sotto al tetto

Immaginando una possibile soluzione al mistero di Vignale

Ogni tanto, su uno scavo archeologico ci si trova di fronte a piccoli misteri che si possono risolvere – se e quando ci si riesce – facendo ricorso a una buona dose di immaginazione.

Uno dei piccoli misteri dello scavo di Vignale è rappresentato da una moneta romana, trovata ormai qualche anno fa in corrispondenza di uno degli angoli del cortile della stazione di posta.

Si tratta innanzitutto di una bella moneta, che è anche abbastanza rara: un antoniniano di bronzo con l’effigie dell’imperatrice Magnia Urbica. Sia la moneta sia l’imperatrice che vi è raffigurata sopra hanno una loro storia particolare.

Gli antoniniani sono interessanti perché sono la migliore testimonianza della crisi economica che attanagliò l’Impero romano nella seconda metà del III secolo. Furono coniati a partire dagli inizi del secolo con un valore di due denari, quindi il doppio di quella che era stata fino ad allora un po’ la moneta “cardine” del sistema romano, perché corrispondeva grosso modo al salario medio giornaliero di un lavoratore, per esempio un soldato.

Come i denari, anche gli antoniniani erano inizialmente d’argento più o meno puro, ma poi, a poco a poco, con l’avanzare della crisi economica e con l’aumento dell’inflazione, la quantità di argento presente nella lega cominciò a diminuire, fino quasi a scomparire del tutto, per essere sostituito dal rame… (continua)

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Enrico Zanini

Enrico Zanini

Insegna Metodologia della Ricerca Archeologica e Archeologia Bizantina all’Università di Siena. Autore o curatore di sette volumi e di oltre 130 articoli scientifici, dirige attualmente progetti di ricerca sul campo a Creta e in Sicilia. In Toscana dirige il progetto di archeologia pubblica e condivisa Uomini e Cose a Vignale.

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